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MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI EBOLI
L’Archeologico nazionale di Eboli e della Valle del Sele e’ un giovane museo; aperto nel 2000 conserva e mostra tombe, oggetti testimonianze di ere lontanissime ritrovate nell’area archeologica di San Vito al Sele nel corso di diverse campagne di scavo realizzate dal 1987 al 1992. Le ultime indagini sono state concluse l’anno scorso e vicino alla chiesa di San Vito sono stati ritrovati diversi ambienti di tipo sacro ed una necropoli. Qui sono stati recuperate ceramiche, vetri metalli che testimoniano la presenza umana sulle rive del fiume Sele dal VI al XII secolo dopo Cristo e frammenti di ceramiche che gli studiosi hanno datato fra il IV e il II secolo prima di Cristo fa supporre insediamenti di gruppi ancora piu’ remote.
Nelle sale del museo e’ stato esposto il corredo funerario che faceva parte di una delle cinque tombe a cassa ritrovate nella necropoli. In vetrina insieme allo scheletro attribuito ad una donna per la presenza di una serie di grani di collana in pasta di vetro di forme e dimensioni diverse; anche due collane, una delle quali conserva la catenella in bronzo alla quale erano attaccate due monete dello stesso metallo risalenti all’eta’ romana imperiale. Nella necropoli e’ stata ritrovata anche una tomba ‘ad enchytrismòs’ cioe’ la deposizione di un bambino o bambina all’interno di una grossa anfora non dipinta dal corpo cilindro con un piccolo puntale. Questo ritrovamento di tombe colloca la zona in una rete di piccoli villaggi che nel corso dell’Alto Medioevo occupavano la fertile piana del Sele.
Al museo di Eboli, per volonta’ ed iniziativa della direttrice Giovannea Scarano si dedicano molte attivita’ alla didattica dei beni culturali. Numerose sono le scuole che visitano questo complesso. Le classi arrivano con gli insegnanti e partecipano a percorsi gioco-didattici attraverso i materiali esposti e sono guidati dagli studenti del liceo classico Perito di Eboli. I singoli alunni poi tornano con le famiglie ed ai loro genitori spiegano reperti, date, ritrovamenti: in un meccanismo semplice ma efficace la didattica diventa divulgazione fra ragazzi ed adulti. Ed in modo divertente grandi e bambini si inoltrano per qualche ora alla scoperta del passato.
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